• Alessandro Vadalà

Seminario a Salisburgo con Pedro Fleitas Dai Shihan

Aggiornato il: feb 7


La prima giornata di seminario

Bujinkan Zenshin Milano presente: Da in alto a sx: Pierangelo Toson, Gianluca Gulisano, Richard Atik. Alessandro Vadalà, Pedro Fleitas Dai Shihan, Chiara Zappoli, Matteo Ranucci, Andrea Beretta Sedute da sx: Martina Corongiu, Francesca Marenzi

Prosit!

Il weekend scorso siamo stati a Salisburgo per un seminario del Dai Shihan Pedro Fleitas.

Per raccontare l'evento ho deciso di dare voce a tutti i ragazzi che con me sono venuti da Milano.

Le parole di tutti noi sono così espressive che non c'è bisogno di alcuna introduzione...lascio in fondo il mio commento perchè tanto i miei compagni hanno detto già tutto e di più.

Ringraziamo Markus e Tina Behmer per l'organizzazione di questo fantastico seminario.


EN: Last weekend we went to Salzburg for a seminar by Dai Shihan Pedro Fleitas. To tell the event, I decided to give voice to all the guys who came with me from Milan. Our words are so expressive that there is no need for any introduction ... I leave my comment at the bottom because my mates have already said everything and more. We thank Markus and Tina Behmer for organizing this fantastic seminar.



Pedro in action, Alessandro Uke

Chiara Zappoli Shidoshi: rivedere Pedro dopo tanti anni mi ha fatto un effetto particolare. La sua tecnica potente (senza particolari distinzioni se l'uke era uomo o donna :)) e il suo taijutsu fluido mi erano già noti. Quello che non mi aspettavo era di vedere una tale crescita non solo come budoka ma come "essere umano". La sua energia mista alla sua eleganza  hanno mostrato a che livello può portare questa disciplina il praticante. Irradia tutti di una luce positiva collocando parole e fatti in un armonico quadro complessivo. Per quello che è il mio livello di comprensione è un vero messaggero del feeling di Hatsumi Sensei.


Chiara Zappoli Shidoshi EN: seeing Pedro again after many years made me a special effect. His powerful technique (at the time with no particular distinctions if uke was a man or a woman :)) and his fluid taijutsu were already known to me. What I did not expect was to see such growth not only as budoka but as "human being". His energy mixed with his elegance has shown at what level this discipline can bring the pratictioner. He's able to radiates all with a positive light, placing words and deeds in a harmonious overall picture. For what it is my level of understanding he is a true messenger of the Hatsumi Sensei's feeling.



Alessandro, Pedro e Chiara nel 2013 in Gran Canaria

Matteo Ranucci Shidoshi: seminari di questo genere, tenuti da maestri pionieri di quest’arte marziale in occidente e con decenni di pratica alle spalle, lasciano sempre un impatto profondo sul mio approccio all’allenamento successivo. È stato lampante per chiunque che Pedro non fosse solo un maestro preparatissimo, ma che la sua presenza ispirasse e infondesse serenità e positività. Durante un momento di trasmissione verbale ha voluto porre l’accento su un punto fondamentale, ovvero che il Budoka deve saper aprire il proprio cuore: il concetto di cuore nell’accezione orientale ha un significato più ampio rispetto a come lo intendiamo noi in occidente, ha a che fare non solo con la sfera emotiva di una persona, ma anche con il suo approccio mentale verso la vita, “avere cuore” può anche voler dire avere coraggio. Pedro infatti ha tenuto a sottolineare che avere un cuore aperto non significa essere “stupidi”, quindi non vuole dire essere per forza gentili e condiscendenti indiscriminatamente, perché, sempre come ha detto lui, esistono conflitti che si devono evitare ed altri che sono, purtroppo, inevitabili. La mia interpretazione di queste parole è quindi la seguente: “Un Budoka deve avere il coraggio di saper sopprimere il proprio ego quando necessario per evitare un conflitto, ma non deve aver paura di gettarsi in uno scontro se questo diventa inevitabile”. Questo modo di intendere le sue parole è però riduttivo, perché un Budoka è tale in ogni ambito della sua vita, non solo in un combattimento, infatti, in un’accezione più ampia, credo che volesse dirci che avere un cuore aperto significa avere coraggio e determinazione, vivendo la propria vita senza menzogne o illusioni e porsi sempre gli obbiettivi più alti senza che diventino ossessioni. Per concludere: Pedro ha rinnovato la mia fiducia verso la Bujinkan e sono sicuro che lui sarà, anche più di ora, un punto di riferimento fondamentale per noi occidentali.


Matteo Ranucci Shidoshi EN: seminars kept by western pioneers of this martial art with decades of experience behind them have always left a deep impact on my later training. It was clear to everyone that Pedro was not only a very skilled master, but his very presence was truly inspiring. During one of his speeches he said that a Budoka has to open his own heart: the concept of “heart” in japanese terms is much wider than our own(western cultures), it has to do not only with our feelings, but it also refers to a mental approach to life in general: it can indeed means to be brave. Moreover Pedro put the accent on the fact that having an open heart doesn’t mean being “stupid”, so not to be forcedly kind or condescending with everyone, because, as he also said, there are some conflicts that have to be avoided and others that must be faced. My interpretation on this point is: a Budoka shall have the courage to kill his own ego when necessary to avoid a conflict, but he must be brave enough to deal with an inevitable one. But just this interpratation is indeed reductive, because a Budoka has to be such in every field of his life, not only when he’s fighting; in fact I believe that there’s a wider meaning behind Pedro’s words: having an open heart means to be brave and determined, living a life free of lies and illusions, always shooting for the stars without letting it be an obsession. In conclusion: Pedro’s words and skills have strengthen my trust in Bujinkan and I’m sure that he will be a landmark for us western practitioners in the future, even more than now.



Un magnifico scorcio di Salisburgo fotografato da Pier

Gianluca Gulisano Shodan: Bellissima esperienza, questo seminario mi ha permesso di portarmi a casa nuove sensazioni ed emozioni, e certamente anche delle incredibili tecniche. Come mi aspettavo Pedro è molto focalizzato sui dettagli, esprimendo grande efficacia in ogni movimento. Nonostante ciò, si è palesato come persona molto modesta, sorridendo e accogliendo tutti come se ci conoscesse da tanto tempo e credo che rappresenti perfettamente ciò che Hatsumi Sensei voglia trasmettere alle generazioni future. Raccomanderei a chiunque interessato alla vera Bujinkan di non perdere la prossima occasione di incontrare Pedro. Quindi Gracias Pedro e grazie ad Alessandro per prenderti cura della nostra crescita nel Budo!


Gianluca Gulisano Shodan EN: Great experience, this seminar allows me to bring home new feelings and emotions, and of course some awesome techniques. As expected Pedro was extremely focused on the details, performing great power in every move. Beside this he results to be very modest, smiling and greeting everyone, as if you knew him from a long time and I think he represents perfectly what Hatsumi Sensei want to pass on the next generations. I would recommend this event to anyone interested in real bujinkan, and i will not miss the next chance to meet Pedro again. So gracias Pedro and thanks to Alessandro for caring about us and our growth in budo!



Warm up! :)

Pierangelo Toson Shodan: Questa è stata la prima volta che ho incontrato Pedro Fleitas ed è stata un'esperienza eccezionale. Ho seguito con piacere le sue tecniche (almeno, fino a quello che sono riuscito a capire), soprattutto perché l'atteggiamento che ho potuto percepire è quello che permea il nostro dojo.

Dal mio personale punto di vista, mi sento di evidenziare la colonna portante del seminario, che Pedro ha riassunto in una singola parola: "felicità". Di solito si pensa che gli artisti marziali si concentrino su violenza, paura, morte, ma questo è un errore bello e buono. In realtà ci alleniamo per evitare queste situazioni negative e per proteggere la vita (anche quella del nostro nemico). Ovviamente è una sfida impegnativa perché gli eventi negativi accadono indipendentemente dai nostri sforzi. Ma le parole contenute nel kakemono di Pedro offrono una lettura diversa:

"Possano le esperienze negative essere diventare tuo maestro verso il benessere ed una vita piena."

Avanti così!


Pierangelo Toson Shodan EN: This was the first time I met Pedro Fleitas and it has been an awesome experience! I enjoyed his technique very much (as far as can I understand, of course), mostly because the feeling that I could catch is the one living in our dojo.

As my personal perspective, I would like to highlight the backbone of the training, that Pedro summarized in a single word: "happiness". As martial artists, we are commonly supposed to deal with violence, fear, death. This is completely a mistake. We train to avoid bad feelings and to preserve life (even the enemy's). Of course it is a challenge, misfortune happens regardless our efforts. But Pedros's kakemono gives a different perspective:

"May misfortune be your master to achieve welfare and a full life."

Keep going!



Andrea e Pier fanno conoscenza con Yukon

Francesca Marenzi 3°kyu: la cosa che più mi ha colpito guardando Pedro è stato il suo modo di muoversi e di gestire lo spazio, ha un timing incredibile. Durante le dimostrazioni ha un'enorme capacità di mostrare i dettagli delle tecniche, rendendoli comprensibili a chi osserva e permettendo uno studio approfondito di ogni passaggio. E' sempre estremamente rilassato e spontaneo ma senza un movimento fuori posto e senza mai perdere il controllo della situazione. 


Francesca Marenzi 3°kyu EN: what drew mostly my attention by watching Pedro was his way of moving and handling his space, he has a stunning sense of timing. During his demostrations he has the amazing capability of showing the details of the techniques, by making them understandables to those who are observing and by allowing a deep study for every passage. He's always extremely relaxed and spontaneous but there is never a mouvement that is out of place and he never loses the control of the situation.



Chiara e Francesca mentre si allenano :)

Andrea Beretta  3°kyu: L’esperienza del seminario è stata di tecnica e di vita. Credo che il motivo di tale impressione stia in quello che Pedro ha espresso col suo taijutsu, cioè con la sua arte. L’arte con la giusta tecnica esprime un sentimento quando è reale, e a chi ne gode evoca sensazioni e intuizioni precise seppur spesso inconsce. L’arte di Pedro nello specifico mi ha infuso benessere, tranquillità, e mi ha mostrato anche che c’è molto da fare, molto da percorrere per chi lo desidera. In altre parole mi ha trasmesso sia il sentimento col quale affrontare il percorso che ho davanti, sia il desiderio di proseguirlo. L’atteggiamento di “cuore aperto” di cui ha parlato significa per me fiducia nel confronto e nel cambiamento, ovvero valorizzazione dei propri punti di forza e coscienza di quelli deboli. Chiusura di cuore, al contrario, significa sfiducia nel confronto, cioè rafforzamento dei propri punti deboli e indebolimento di quello forti, la formula contraria per l’ispirazione alla felicità.

Andrea Beretta  3°kyu: the experience of the seminar was about technique and life. I think the reason for this impression is in what Pedro expressed through his taijutsu, with his art.

Art with the right technique expresses a feeling when it is real, and in those who enjoy it it evokes precise sensations and intuitions, even if often unconscious. The art of Pedro specifically has infused me well-being, tranquility, and has also shown me that there is much to do, a lot for the ones that want to follow the path. In other words, he transmitted to me a useful feeling to face the path I have in front of me, and the desire to continue it. The attitude of "open heart" of which he spoke means for me trust in confrontation and change, the enhancement of one's strengths and consciousness of the weak ones. Closure of heart, on the contrary, means distrust in comparison, that is, strengthening of one's weak points and weakening of the strong one, the opposite formula for happiness inspiration.



Yukon è ormai dei nostri :)

Martina Corongiu 8°Kyu: Non capita spesso di incontrare dal vivo persone capaci di sincronizzare parole, movimenti e azioni a un livello così alto: osservare direttamente le sfumature di tale sincronia lascia un’ampia scia di entusiasmo, non solo per aver capito qualcosa più di prima ma soprattutto per la bellezza di vedere a cosa può portare un certo tipo di attitudine e impegno.


È confortante avere avuto conferma delle possibilità di tale disciplina e grazie a persone così, e non mi riferisco solo a Pedro, poche ore bastano a farti venir voglia di amplificare più possibile l’eco di frasi come “mantenere aperto il proprio cuore” nel più ampio raggio possibile di significati.


Anche il primo giorno in cui sono entrata al dojo ho percepito questo tipo di apertura che è poi il motivo principale per cui ci sono tornata. Sono felice di aver incontrato persone come voi, tutti.


Martina Corongiu 8°Kyu EN: It is not common to meet people who are able to synchronize words, movements and actions to such a high level. Observing the details of that synchrony it was not only inspiring, but also left a wide trail of enthusiasm, not only because you learned something more, but most of all because you can see the beauty and the results of such discipline and commitment. It was heartening to see the possibility of Taijutsu: thanks to some kind of people, and I mean not only Pedro but all budokas we met and train with, few hours are enough to make you want to spread the message “be open heart” in every possible ethical meaning. The first day I went to Zenshin dojo I felt the same open mind/hearth feeling and this is why I came back there again. I’m so grateful to be part of it.



All'andata destinazioni improbabili....ahahahahaha Menomale che si tratta del navigatore di una BMW!! Foto della Marchesa delle Sardegne Martina Corongiu


Alessandro Vadalà Shihan: i miei compagni di viaggio hanno detto già tutto. Li ringrazio di avermi seguito fino a Salisburgo e di aver capito l'importanza di questo viaggio.

Ringrazio Pedro di cuore perchè tutto quello che ha ispirato. E' stato così gentile e generoso con me, ben oltre quanto mi meritassi!

Ciò che avete letto è spontaneo e sintomo di una crescita non indifferente dei ragazzi. Questo grazie a un vero Dai Shihan come Pedro.

Se c'è una cosa che voglio fare è aggiungere qualcosa che al momento del seminario non sono riuscito a fare. Ovvero rispondere ad un ragazzo che a fine seminario ha posto la domanda "come sapete che la vostra arte è efficace?". Ho totalmente equivocato il momento in cui mi è stato chiesto di rispondergli. Chiedo scusa ancora a Pedro, sono proprio un "simplón" :)

Proverò a rispondere ora, sperando che la mia risposta arrivi a quel ragazzo.....

Bene io penso che sia necessario, per rispondere a questa domanda, partire dal nome della nostra disciplina. Budo Taijutsu. Adesso concentriamoci sulla prima parola "Budo". E' scritta in due kanji BU e DO. Budo significa "via marziale" o "sentiero guerriero", in quelle che sono solo alcune delle possibili interpretazioni.

Il kanji BU  (guerra, marziale) è il seguente:





Nell'ideogramma la linea lunga diagonale rappresenta una "lancia" (Hoko) appoggiata alla rastrelliera (tomeru, lasciare). Quindi una lancia a riposo, messa in un angolo e non usata in un conflitto. Ecco la contraddizione che c'è nell'arte (a cui Pedro ha fatto riferimento sabato). Il Budo è la via "per evitare il conflitto", non per generarlo. Studiamo la guerra per conservare la vita. Ora rispondo direttamente alla domanda: "come so che è efficace?". Per rispondere a questa domanda bisogna chiedersi cosa significhi "efficacia", perchè questo aspetto è correlato direttamente con "l'obiettivo dell'arte". Qual è l'obiettivo del Budo Taijutsu? Per me si tratta di sentirsi più sicuri, di far sentire più sicure le persone intorno a noi e, aspetto più importante, essere FELICI.  In poche parole perseverare con il sorriso nonostante le difficoltà della vita. Diventare sempre più capaci di controllare le emozioni e distruggere il proprio EGO nella ricerca della VERITA'.

Se sei felice nella pratica e la disciplina ti supporta nella vita, allora è efficace. Altrimenti cambia strada, non è detto che la disciplina sia quella giusta per te. 

Mi sono sentito fortunato di essere a quel seminario. Di rivedere persone che non vedevo da tempo e di essere circondato da così tanti buyu. La luce emanata da Pedro penso si sia riflessa in tutti gli Shihan-Shidoshi e praticanti, generando una potente energia nella sala. Un'intensa luce che tutti, nella forma di una piccola fiamma dentro loro stessi, hanno portato a casa.....e le parole dei ragazzi del dojo di Milano che avete letto ne sono la dimostrazione...ci vedremo sicuramente alla prossima!


Alessandro Vadalà Shihan EN: my travel mates have already said everything. I thank them for following me to Salzburg and for understanding the importance of this trip.

I thank Pedro from the bottom of my heart for everything he has inspired. He has been so kind and generous to me. Far more than I deserved!

What you have read from the guys of the dojo is spontaneous and a symptom of a not indifferent growth. This due to a true Dai Shihan as Pedro.

If there's one thing I want to do, it is just add something that I could not do at the time of the seminar. That is answer to a guy who at the end of the seminar asked the question "how do you know your art is effective?". I totally misunderstanded the moment when I was asked to answer him by Pedro. I apologize again to Pedro, I'm just a "simplón" :)

I'll try to answer it now hoping my answer reaches that guy:

Well I think it is necessary, for answer to this question, to start from the name of our discipline. Budo Taijutsu. Now let's focus on the first word "Budo". It is written in two kanji: BU and DO. Budo means leterally "warfare way" or "warrior path", in what are just some of the possible interpretations. The kanji BU (war, martial) is as follows:



In the ideogram the long diagonal line represents a "spear" (hoko) resting on the rack (tomeru, to leave). So a spear not used, placed in a corner and not equiped in a conflict. Here ther is the contradiction that exists in art (which Pedro referred to on saturday). Budo is the way "to avoid conflict", not to generate it. We study war to preserve life. Now I answer the question directly: "How do I know it is effective?". To answer this question we must ask ourselves what "efficacy" means, because this aspect is directly correlated with "the objective of the art". What is the goal of Budo Taijutsu? For me it is about feeling safer, making people feel more secure around me and, more importantly, being HAPPY. In short, persevering with a smile despite the difficulties of life. Becoming increasingly capable of controlling emotions and destroying one's own EGO in the search for TRUTH. If you are happy in practice and discipline supports you in life, then it is effective. Otherwise change road, it is not said that the discipline fits for you.


I felt lucky to be at that seminar. To see people I had not seen for a long time and to be surrounded by so many buyu. The light spreaded by Pedro I think has reflected in all the Shihan, Shidoshi and practitioners in general, and has generated a powerful energy in the hall. An intense light that all the people brought home in the form of a small flame inside themselves ..... and the words from the guys of the Milan dojo, that you read above, are the proof ... see you for sure next time!



Le nostre macchine al ritorno.... una sosta a Bolzano per una super cena con il buyu Paolo e via a casa. Felici come non mai....

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Alessandro Vadalà Dai Shihan

Tel: 334 975 1847

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