• Alessandro Vadalà

La Bujinkan non sopravviverà

Aggiornato il: feb 16

Traduzione dal blog di Arnaud Cousergue

post originale qui https://kumablog.org/2019/11/15/bujinkan-will-not-survive/






La Bujinkan non sopravviverà, e non importa. Ed eccone la ragione.


Un po' di mesi fa, in Giappone, ho avuto l'opportunità di parlare con Hatsumi Sensei circa il futuro della Bujinkan. Mi disse che lui creò la Bujinkan come un contenitore per riunire tutti.

Per darci una possibilità di apprezzare la potente bellezza del vero Budō.


"Dopo di me", ha detto, "il mio successore nominerà la Bujinkan come vuole, e insegnerà nella modalità che lui riterrà più opportuna per l'arte".

In occidente noi siamo troppo attaccati alla "forma". Invece, dovremmo concentrarci di più sul "fluire del corpo".


Quando inizi il tuo viaggio nelle arti marziali, è normale (o sarebbe meglio?) iniziare rispettando le forme. Poi arriva un momento in cui le forme devono essere abbandonate.


Le forme sono trappole. Come Sensei sostiene, "se usi un waza di un qualsiasi ryu (in una situazione reale), ti farà ammazzare, devi adattarti alla situazione". Un waza è solo uno strumento di insegnamento per aggiungere nuova conoscenza. Un waza non è qualcosa da spuntare nell'archivio ma l'esecuzione di un potenziale esito.

E solo quando puoi adattarla al terreno, all'avversario (avversari), puoi usarla. Questa è l'essenza del Tenchijin.


Quando cresci nel Budo, passi tre fasi di apprendimento. I giapponesi lo chiamano ShuHaRi, e marca il sentiero da seguire. Nel livello "Ri", puoi esprimere il tuo movimento naturale, non prima. Devi liberarti della forma.

Devi dimenticarti di tutto e "divorziare" dalle tue certezze così potrai camminare per il tuo sentiero.


Ma per dimenticare, devi, prima, apprendere le forme. Non è possibile andare oltre a cose che non hai acquisito in precedenza. Dimenticare necessita l'apprendere.


Le forme che trovi nei Ryuha sono l'impalcatura che protegge la tua comprensione. Quello che permette la tua personale evoluzione nel Budō. Senza forme, il tuo taijutsu non crescerà, sarebbe come un baobab (albero enorme) che cresce in un piccolo recipiente!


Il Budō richiede molto tempo, devi sviluppare la pazienza di "Nintai" e allenarti duramente. Nei tempi antichi, un giovane Samurai iniziava a prepararsi per la battaglia intorno ai sei anni. Dopo il Genpuku (passaggio all'età adulta), il giovane Samurai veniva introdotto al campo di battaglia. Avevano dai quindici ai vent'anni. A questa giovane età, si erano già allenati da dieci a quindici anni. L'esperienza arriva con il tempo e non puoi comprimere il tempo.


I giapponesi hanno creato un sistema in grado di sviluppare i guerrieri necessari. Dal periodo Kamakura Jidai (1185) alla fine di quello Azuchi Momoyama Jidai (1600), i Samurai hanno comandato il paese. Con l'esperienza delle battaglie, hanno creato i Waza, li hanno sottoposti a verifica e li hanno trasmessi alla generazione successive. Oggi abbiamo molti Ryūha nella Bujinkan. Questo perché le tecniche risultavano efficaci sul cambo di battaglia e venivano trasmesse. Imparare la forma corretta è essenziale.


L'evoluzione richiede che venga cambiata per adattarla al mondo moderno. Ed è questo ciò che Hatsumi Sensei ci sta insegnando tre volte alla settimana all'Hombu. Le arti marziali contemporanee, senza conoscenza del passato, rimangono nella dimensione Omote (esterno). L'Omote non è Budō. Ura (interno) è ciò che conta, Ura è essere in grado di usare il movimento naturale in qualsiasi situazione. Con molto allenamento, ognuno è in grado di esprimerlo.


La Bujinkan non sopravviverà perché non deve sopravvivere. La Bujinkan è uno strumento progettato per guidarci verso il movimento naturale. Abbiamo ricevuto e continueremo a ricevere la visione di Budō da parte del Sensei. I suoi insegnamenti dureranno a lungo dopo che ce ne saremo andati tutti. Nutriranno le future generazioni di artisti marziali.


Trasmettere lo spirito è la chiave. Le forme sono solo utili strumenti di apprendimento necessari per diventare naturali nel Dōjō, così come nel resto della vita. Sensei disse al mio vecchio amico Pedro Fleitas che "per trasmettere ciò che so, ho bisogno di un solo studente!" Cerca di essere questo unico "studente" e smetti di perdere tempo sui social media. Continua ad allenarti e non mollare mai.


Keep going!



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English original version can be found on Arnaud Cousergue's blog

https://kumablog.org/2019/11/15/bujinkan-will-not-survive/

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CONTATTI:

Alessandro Vadalà Dai Shihan

Tel: 334 975 1847

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